La poesia e l’avvenire secondo Bonnefoy

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Il grande  poeta francese Yves Bonnefoy ha dedicato riflessioni importanti al rapporto tra l’avvenire e la poesia .

Bonnefoy  denuncia la crisi profonda che sta attraversando la società occidentale, più grave di ogni altra del passato perché più radicale. «Ovunque in queste megalopoli  in rovina  la violenza cieca, ovunque la paura. Il timore di invasori  provenienti da altre regioni del cosmo, ma essi non sono che la metafora  dell’ignoto che permane quando non anche trionfi un essere che cessa di essere umano».

Bonnefoy annota le proprie riflessioni sull’angoscia contemporanea, scrivendo sempre sull’orlo dell’abisso del «trionfo della materia deserta sulle illusioni dello spirito».

Per il poeta l’avvenire è inquietante  e il presente non sa resistere al pericolo che aumenta sempre di più. Ma le sue riflessioni non si lasciano suggestionare dalle correnti di pensiero del nichilismo contemporaneo.

Nel suo ragionamento prevale la poesia sulla mera speculazione filosofica. Bonnefoy rivendica  il ruolo che la  poesia – lavoro sulle parole, ma anche rigenerazione della parola – può avere  nell’esistenza, in particolare  nella nostra epoca di crisi.«La via della poesia è stretta, e per questo motivo non pretendo che essa sia in grado di risolvere nulla in modo durevole o profondo nella nostra società in preda alla grande crisi. Bisogna ritenerla necessaria, ma come lo sono la carta dei fondali marini o il portolano o la bussola perfino su una nave nella tempesta, e che fa acqua  e teme di affondare. Senza di essi, in ogni caso, quella nave non può raggiungere il porto».

La poesia, in questa fase delicata, è estremamente importante, perché ci riapre gli occhi sulle cose, restituite, nella loro stessa finitudine, al numero infinito  dei loro aspetti, li riapre  sugli altri esseri, restituiti al loro assoluto, e li riapre su ciò che noi stessi siamo, ora restituiti al nostro potere di amare. La poesia -sempre secondo le geniali riflessioni di Bonnefoy – è la nostra memoria  della  piena realtà che apre una via tra le parole.

Sono concetti che si propongono come istanti  di autentica salvezza. Si tratta di rimettersi in discussione , aprire la mente alle vie suggestive del cuore, realizzare una visione del mondo che prenda forma dai pensieri della nostra coscienza.

«Non esiste altra via. Ogni pensiero  che non sia sorretto dall’intuizione poetica è destinato a non essere se non un’ideologia che crollerà sui suoi partigiani come sulle vittime  che avrà fatto».

Bonnefoy, un vero poeta  che sa decifrare le contraddizioni del reale, si spinge passando per l’espressione di sé verso il più di se stesso, proiettandosi sulle inquietudini del nostro avvenire minacciato dalla grande crisi dei valori, e alla fine scommette sul promettente futuro della parola poetica. Quindi il futuro è poesia. La sua stella aiuterà a cambiare lo spirito dei tempi.

Nicola Vacca

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