A Bettino Craxi

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Ricordo ancora quel 19 gennaio  del 2000. Quando mi giunse la notizia della tua scomparsa la mia reazione fu un pianto disperato. Non poteva essere diversamente. Si chiudeva un’epoca e i ricordi personali  mi affollarono la mente.  Come non rammentare le tue telefonate alla redazione dell’Avanti, che puntuali ogni sera arrivavano prima della chiusura del giornale insieme all’invio del tuo editoriale . Era il tuo modo per sostenere la nostra lotta dopo la disfatta politico – giudiziaria. Dall’esilio tunisino avevi previsto tutto. La decomposizione etica e politica della Seconda Repubblica, la morte della sinistra, i deliri della magistratura politicizzata e soprattutto la nascita di una nuova classe politica mediocre e inconcludente («L’Italia nella migliore delle ipotesi finirà in un limbo, ma nella peggiore andrà all’inferno» scrivevi a commento delle vicende della transizione che osservavi dall’altra  sponda del mediterraneo).

Questo paese sciagurato ha perso la memoria e adesso si sta giocando anche la dignità. Oggi i giornali sono troppo impegnati a occuparsi del nulla politichese per ricordare Bettino Craxi, l’ultimo grande statista della storia repubblicana.

«La storia di questi anni sarà scritta bene, sarà riscritta bene in tutti i suoi aspetti, in tutti i suoi capitoli, in tutti i suoi personaggi e in tutti i suoi falsi eroi, che sono più d’uno gli eroi falsi. E si farà l’operazione verità.Non posso far altro, ma la battaglia della  Storia non gliela faccio vincere. Scrivo perché spero di essere letto ed anche ascoltato. Ed anche perché gli scritti rimangono».

Tutti i socialisti che non si sono genuflessi al berlusconismo e quelli che non sono andati con i tuoi carnefici postcomunisti oggi sono qui fieri della loro storia, del Garofano e di Bettino Craxi.

La verità oggi  è una sola. Le idee riformiste di Bettino Craxi  – nel bene e nel male -sono sopravvissute al suo massacro giudiziario e fanno discutere.

«Sono certo che la storia condannerà i miei assassini, solo una cosa mi ripugnerebbe essere riabilitato da coloro che mi uccidono». Così è stato. Stiamo assistendo alla loro condanna e alla loro fine. E tutto è andato come avevi previsto. Lo sanno anche quelli che ti stavano vicino e di cui  ti fidavi ciecamente e che sono stati i primi a tradirti. Giuliano Amato, Claudio Martelli e molti altri ancora che non hanno aspettato il canto del gallo  per rinnegarti.

Nicola Vacca

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