Santarossa racconta “Metropoli”

metropoli di Max

(Massimiliano Santarossa scrive da molti anni dalla trincea della crisi morale che sta assediando le nostre libertà. La sua narrazione estrema si conficca come un chiodo nell’agonia di un Occidente che sta cadendo sotto i colpi mortali di un’apocalisse.Dopo Viaggio nella notte e Il Male, lo scrittore friulano sta per pubblicare Metropoli, un romanzo che mette al centro l’uomo che torna a resistere senza  il quale non è possibile pensare scenari di futuro vivibile. In anteprima l’autore ci parla della sua creatura)

Qualche parola sul mio prossimo romanzo

Metropoli ha richiesto tempo, molto tempo: cinque anni di studio e appunti, un intero anno di scrittura e riscritture, mesi di revisioni, e venti bozze. I miei precedenti sei libri erano nati in maniera spesso vorticosa, a volte veloce; certo, alle spalle c’erano comunque anni di letture, di voci sentite, di studio e anni di quella cosa che possiamo chiamare “vita”. Ma la loro stesura era avvenuta in pochi mesi, in alcuni casi erano bastate settimane. Arrivava la storia, sempre di notte, si ripeteva di giorno, per giorni e notti stava lì, quindi comprendevo che era una storia buona da scrivere. Il resto era lavoro quotidiano. Metropoli ha invece richiesto tutto quel tempo. L’Uomo, il protagonista, si è presentato anni fa, anche lui col buio. Aprivo gli occhi, o forse no, ne ascoltavo la voce, ne osservavo la fisionomia facciale e fisica, i capelli lunghi, il volto scavato, consumato dal tempo; ho imparato ad ascoltare e comprendere la sua perenne lotta contro “l’inverno dell’umanità”, un inverno esterno, diffuso sopra la Terra desolata. Di seguito mi ha raccontato che era soprattutto un inverno interno, radicato nell’animo di milioni di esseri semi-viventi, da lui frequentati, conosciuti, lui con loro, pari a loro. Per quanto le visioni fossero oniriche e metafisiche, potevo scrutare ogni particolare, ambiente, struttura, forma, ne seguivo i movimenti, a volte entravo nei luoghi che l’Uomo intendeva mostrarmi, un passo dopo l’altro, perché entrare in un universo “futuro” è cosa complessa, che richiede anch’essa tempo. Il tempo del romanzo, appunto. Durante quel viaggiare ho preso molti appunti, negli anni sono diventati cinque quaderni scritti a mano e incrociati con alcune decine di libri, romanzi e saggi. Ho affrontato anche testi di studio, per comprendere più a fondo possibile i particolari da narrare: – Estrazione del ferro – Lavorazione dell’acciaio – Fusione del vetro – Utilizzo del legno – Creazione dell’asfalto – Composizione delle materie plastiche ma anche: – Lobotomia – Elettroshock – Svariate pratiche mediche. E molto altro. Solo dopo ho trovato la corretta voce al protagonista. Ci sono volute molte prove. Quell’Uomo ne chiedeva una e solo una: credibile. E per me è iniziata una scrittura con un linguaggio inedito. Dopo sei romanzi, il cambio di narrazione è stato un passaggio complesso, come reimparare a scrivere, una ricerca di un nuovo personale equilibrio della parola, che scoprirete fin dalle prime righe del romanzo Metropoli ha una struttura più complessa di ogni mio precedente romanzo: tre sono le parti, sedici i capitoli della prima parte, quattordici della seconda e dieci della terza, un protagonista principale, l’Uomo, una Donna che lo avvicina durante la vita da internato nella Città e decine di volti, corpi e storie sullo sfondo, persi in un universo di sopravvissuti, unico e ultimo mondo possibile. Il lavoro. L’abitazione. La vita quotidiana. Gli enormi macchinari di produzione. Le regole. La schiavitù autoimposta. Le paure ancestrali e intime. Le rare giornate di svago. Un luogo nascosto dove rifugiarsi. E moltissimo altro. Tutto è tenuto all’interno, stretto, avvolto, soffocato dalle enormi mura della città e da un cielo sempre più basso, grigio, violento. Infine, ed è ciò che probabilmente più conta, Metropoli ha determinato un mio cambiamento di visione narrativa. Questo romanzo è un omaggio, in forma di carta, alla Resistenza dell’Uomo verso tutto; un omaggio a una parola antichissima, sempre più attuale e importante: Libertà.

(Massimiliano Santarossa, Metropoli, Baldini&Castoldi, nelle Librerie dal 18 marzo 2015)

Massimiliano Santarossa è nato nel 1974 a Villanova (Pordenone). Ha pubblicato i libri Storie dal fondo e Gioventù d’asfalto per Biblioteca dell’Immagine; Hai mai fatto parte della nostra gioventù? e Cosa succede in città per Baldini Castoldi Dalai editore; Viaggio nella notte e Il male per Hacca edizioni.
Prima di dedicarsi alla scrittura ha lavorato come falegname e operaio in una fabbrica di materie plastiche e ha trascorso buona parte della propria vita a contatto con i personaggi che ha narrato. I suoi libri sono stati oggetto di diverse rappresentazioni teatrali.

Oggi è scrittore, editor e collaboratore di pagine culturali per quotidiani e radio

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