La poesia di Giulio Maffii

Giulio

(La poesia di Giulio  Maffii nasce dallo scavo di una parola che combatte con l’infertilità di un silenzio che uccide le cose.Un poeta che è attento cronista del dolore umano e osservatore introspettivo della disfatta in cui ogni giorno si precipita.Giulio è un guardiano dei fatti perché scrive in uno stato di lucida vigilanza).

INEDITI DA CONTROVOCAZIONI

VOCAZIONE I
Lo scranno a tavola
tutti intorno
segue fame appetito
codici ubbidienza
nessun lato a cui aggrapparsi
e la finzione domestica

todesfuge immaginata nelle immagini
la percezione desolata e solitaria di un disastro
II

Combatti il silenzio delle pietre
magnificat anima mea scolpito
o forse dipinto nella cappella scolastica

Dal golgota scende
a grandi passi
ne scende uno solo

E`quello sbagliato entra nella stanza saluta
-letto 10?-
non trascina croci o chiodi ma referti
codici biblici e un compulsivo scuotimento
III
-pur farò presto visita al figlio inghiottito da gorgo di terra-
ed io dimenticato dovrei ricordare escogitare sentenze
illusorie e dabbenaggini
pregare sperare in un riconoscimento quasi postumo
E`un tempo breve che si riduce nell`attimo
-lo stiamo stabilizzando –
l`attimo è un tempo infinito che rende visibile il passato
carne su carne su carne su carne
come se i quasi estinti
fossero stati sempre senza vita

XII

E`dentro me che non riesco a stare

-l`ospedale è un edificio vecchio nel centro storico-
nel silenzio scuro delle volte
degli androni piovosi
dei passanti bloccati
pentagrammati a fitte semiminime

XIV

Re quies

en loslimbosfinales de la nada
invoca trasale accentua
penetra dalle finestre al petto
-che ‘nfra lo core meo
porto la tua figura-
precarie grandezze sei nel braccio secolare
di te resta la tua copia di luce
si spalanca il respiro dei muri
l`apparato cardiovascolare

XIX

Il riconoscimento travalica dai nomi

le cinghie di contenimento

sono lettere strette tra parentesi
Il corpo violaceo
il respiro consumato
sembra pagina di un libro
antico preda di roditori
I parenti a lato
uniti come iato
come scolio come fiato
ad uso di altri tanato-lettori

XX

I gesti i riti le icone delle croci
movimenti ritmici
attraversano il simulacro del silenzio
Sei chiuso adesso e non per scelta
Non sei visibile
nascosto all’occhio asciutto
o forse prosciugato
di chi ha vissuto dentro il kypsele
rinchiuso e poi dimenticato
Ti hanno cambiato letto
dal ferro al legno
ma il cuore è fatto d`altro
dovevi saperlo
dovevi immaginarlo
La pioggia ticchetta a metronomo
-molti uomini morirono a causa di quelle acque
perché erano diventate amare-
L`ultimo endecasillabo adesso
dentro cui finalmente taci
sette ottobre duemiladodici
Giulio Maffii ha diretto la collana di poesia contemporanea e plaquette per le Edizioni Il Foglio esvolge opera di traduzione poetica. E`statouno degli organizzatori italiani del

festival mondiale Palabra en elmundo. Ha scritto  articoli critici sulla poesia del Novecento. Ha all`attivo diverse pubblicazioni tra
cui“L`umiltà del poco” (2010 Akkuaria) e “L’odore amaro delle felci” (2012 Ed.dellaMeridiana) con cui ha vinto il premio Sandro Penna per l`inedito. Nella sua produzione c’è anche la raccolta di racconti “La caduta del tempo” (2008Il Foglio). Suoi lavori sono stati tradotti in spagnolo, inglese e romeno. Nel 2013 e` uscito per Marco Saya Edizioni il saggio breve  “Le mucche non leggono Montale”, una corrosiva visione del mondo poeticoNel 2014 dopo aver vinto il Premio Castelfiorentino con  “Arischerasse – Novella di guerra-”,  poemetto sulla guerra tratto da una storia vera, ha pubblicato sempre per Marco Saya Edizioni “Misinabì”sua ultima opera poetica. Sempre nel 2014 un suo saggio “L’Io cantore e narrante dagli aedi ai poeti domenicali: orazionpicciola sulla parabola dell’epos” è stato pubblicato da Bonanno Editore nel volume “Con gli occhi di Giano. Narrazioni e unità delle scienza umane”, che racchiude gli atti dell’omonimo Workshop tenutosi a Firenze, a cura del famoso antropologo Paolo Chiozzi, di cui Maffii è stato a lungo allievo e collaboratore.

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